Ma che vita sarebbe senza cioccolato!

Breve storia dell’elisir della felicità, curiosità e processi dagli albori ai giorni nostri

Ma che vita sarebbe senza cioccolato!

Non c’è niente che non possa essere risolto con un buon pezzetto di cioccolato! Ma che vita sarebbe senza cioccolato?

Elisir della felicità per grandi e piccini, una tavoletta di cioccolato rende gioiosi in qualsiasi circostanza e situazione, per sollevare l’umore anche nei momenti più tristi o per vivere un momento di condivisione e pausa conviviale.

Simbolo della festa di Pasqua, messo nelle calze della Befana e protagonista di film ed eventi internazionali, il cioccolato si posiziona tra i primi cibi più consumati al mondo, fino a crearne una giornata per celebrarlo: il 7 luglio. Non poteva di certo mancare una festa dedicata al “Cibo degli Dei” per eccellenza: il cioccolato.

Nel 2009 è stata istituita questa ricorrenza: il 7 luglio è infatti la Giornata Mondiale del cioccolato perché è proprio in questa data che, nel 1847, Joseph Fry creò la prima tavoletta di cioccolato come la conosciamo oggi. Ma facciamo un passo indietro.

Storia e origini del cioccolato

La storia del cioccolato è molto antica, così antica da dover partire dalle popolazioni del centro America che, 1.500 anni prima della nascita di Cristo scoprirono dei semplici alberi di cacao, da cui tutto ebbe inizio.

Se a quell’epoca i frutti venivano raccolti solo per consumarne la polpa cruda, dovremmo aspettare la civiltà dei Maya per trovare i primi indizi del consumo del cacao vero e proprio.

Da sempre stimato per la sua bontà quasi afrodisiaca, per le antiche popolazioni dei Maya e degli Aztechi, il cacao era considerato un dono divino e per questo motivo lo chiamavano “Cibo Degli Dei”.

Gli Aztechi lo consideravano più prezioso dell’oro tanto da utilizzare i semi di cacao come valuta e ricompensa ai soldati per la vittoria di una battaglia importante.

I primi uomini ad entrare in contatto con il cacao in Europa sono invece stati gli uomini di Cristoforo Colombo nel 1520, però il cioccolato fu introdotto ufficialmente in Europa, grazie a Hernán Cortés. 

Inizialmente, era utilizzato solo come una sorta di medicinale per curare particolari disturbi, più tardi nel tempo, grazie alla passione di alcuni frati per le miscele, alcuni ingredienti vennero sostituiti con lo zucchero di canna e la vaniglia.

Il risultato fu strepitoso: una bevanda dolce e golosa che può essere considerata a tutti gli effetti l’antenata della nostra cioccolata calda, poi portata alla forma solida.Nei primi tempi, il cioccolato era considerato come un cibo lussuoso, gustato nelle regge dei più agiati.

Solo col tempo, numerose nazioni dell’Europa iniziarono a creare le proprie piantagioni di cacao in diversi paesi lungo l’equatore e la materia prima non risultò più così pregiata e quindi fruibile anche dalle masse.

Come è arrivato il cioccolato in Italia?

Ma che vita sarebbe senza cioccolato!

L’arrivo del cioccolato in Italia è da attribuire a Caterina di Spagna, figlia di Filippo II di Spagna, che sposò nel 1585 Carlo Emanuele I, duca di Savoia e diffuse il cioccolato con l’arrivo a Firenze alla corte di Cosimo III de Medici.

Da quel giorno acquistò sempre più notorietà e nel 1606 il cioccolato veniva prodotto in Italia nelle città di Firenze, Venezia e Torino, per poi diffondere la sua produzione a livello nazionale.

Le città italiane affinano sempre di più le loro tecniche fin quando, agli inizi del Novecento, il genovese Bozelli realizzò una macchina per raffinare la pasta di cacao.

Sempre a Torino, nel 1865 Caffarel provò a mescolare cacao e nocciole ottenendo un ottimo risultato e iniziando così ad avviare la produzione di cioccolato gianduia, mentre qualche anno dopo sarà lo svizzero Daniel Peter ad aggiungere il latte al cioccolato.

Chi ha creato la prima tavoletta di cioccolato?

Ma la prima tavoletta di cioccolato moderna è attribuita a Joseph Fry, che nel 1847 scoprì che bastava aggiungere un po’ di burro di cacao fuso al cacao in polvere per ottenere un cioccolato morbido, modellabile e più appetitoso. Questa scoperta, segnò inevitabilmente l’inizio di una nuova era del cioccolato.

Qualche curiosità sul “cibo degli dei”

Ci siamo mai chiesti perché il cioccolato si chiama così? Le prime fonti della parola sembrano essere giunte dalla lingua azteca del Messico centrale e, secondo l’ipotesi oggi più accreditata, deriverebbe in particolare dal termine xocoatl, laddove la x iniziale indica un suono simile all’italiano “sc” dell’onomatopea “schiocco”.

Qual’è il cioccolato più buono al mondo?

Ogni anno si tiene il Campionato mondiale del cioccolato e nel 2022 la giuria del World Chocolate Master ha incoronato lo spagnolo Lluc Crusellas il 31 ottobre 2022 a Parigi, in occasione del Salon du Chocolat, e per i prossimi 3 anni sarà il miglior artigiano del cioccolato al mondo.

Qual’ è la marca di cioccolato più famosa?

Nel 1982 Michele Ferrero, già noto per aver inventato la Nutella, lanciò sul mercato quello che oggi è il cioccolatino più venduto al mondo: il Ferrero Rocher, un prodotto che come pochi altri ha saputo ridefinire un settore di mercato segnando, di fatto, la storia del cioccolato italiano. Troviamo anche Gianduia nei primi posti della classifica, così come Venchi, Caffarel, Perugina e Ferreo. Ma anche il rinomato cioccolato Svizzero Lindt, quello Belga e quello proveniente dalla Costa d’Avorio, che comanda la classifica dei primi paesi produttori di cacao al mondo.

Ma quanto cioccolato si consuma?

Secondo l’Aidepi, l’associazione italiana che riunisce le industrie del dolce e della pasta, noi italiani consumiamo 2,77 kg di cioccolato a testa all’anno, per un totale di 168.076 tonnellate. E ne esportiamo ancora di più: 278.319 tonnellate, con un volume d’affari di 1 miliardo e 491,4 milioni di euro. Insomma, un vero e proprio business senza confini!

Le proprietà del cioccolato

Ma che vita sarebbe senza cioccolato!

Considerato il dolce per eccellenza e quindi ritenuto uno dei “cibi proibiti” durante le diete, il cioccolato è in realtà molto utile per l’organismo, essendo ricco di antiossidanti e di potassio.

Meglio se fondente, è lo spuntino ideale per chi pratica sport, ma anche per chi vuole concedersi una piccola coccola giornaliera, non eccedendo con le quantità, ma sempre gustandosi una buona dose di dolcezza.

Il cioccolato è dotato di particolari proprietà nutritive che possono variare a seconda della concentrazione di cacao e della presenza o meno di latte o altri ingredienti.

Importante sia per l’azione antiossidante, sia per il rafforzamento del muscolo cardiaco e delle pareti del sistema arterioso e venoso, tutto ciò rende il cioccolato un perfetto coadiuvante nella prevenzione di malattie cardiovascolari e benefico per il cuore. 

Il cacao, quando la sua concentrazione è superiore al 65%, ha anche la capacità di stimolare la produzione di serotonina, la molecola della felicità, ed è per questo che è considerato un antidepressivo naturale, molto buono per l’umore e privo di colesterolo.

Ma non finisce qui! Il cioccolato è un alimento ricco di importanti sali minerali come ferro, potassio e magnesio di cui riesce a fornire una quantità tale da coprire il fabbisogno giornaliero.

Pronti per la prova costume? Allora non eliminate il cioccolato dalla dieta, perché fa abbronzare meglio: il cioccolato infatti aiuta a proteggere la pelle dalle scottature del sole.

Insomma, mille e più virtù di questo dolce apprezzato da grandi e piccini e altrettante le ricette, dolci ma anche salate, in cui è contenuto. Non ci resta allora che festeggiarlo, tutti i giorni dell’anno e assumerlo per le sue numerose qualità benefiche, ma sempre in dosi moderate!

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