Il potere curativo dei suoni: La Musicoterapia

IL POTERE CURATIVO DEI SUONI: LA MUSICOTERAPIA

L’utilizzo dei suoni a scopo terapeutico ed educativo, per fare di un’arte una vera e propria cura ai problemi quotidiani

La musica, uno dei modi per eccellenza per rilassarsi e sfogare i propri stati d’animo. Un misto di adrenalina, relax e malinconia .. sono solo alcune delle emozioni che possiamo provare ascoltando un brano musicale. Il legame che si crea tra una canzone e un momento della vita è indelebile, così come il ricordo di un concerto cantato a squarciagola con amici e cari. Associazioni di momenti, persone o anche luoghi, che tornano alla mente come una semplice canzone d’amore.

Da sempre una forma d’arte liberatoria ed espressiva, da anni la musica è diventata anche una vera e propria tecnica, che utilizza i suoni a scopo terapeutico ed educativo: la musicoterapia. Incanalando musica e suoni a scopo riabilitativo a fronte di situazioni patologiche più o meno gravi, l’obiettivo di questa terapia iniziata come sperimentazione negli anni ’60, è quello di migliorare la qualità della vita delle persone, sia dal punto di vista fisico che intellettuale e sociale, a partire dall’infanzia sino alla più tarda età.

Associazione di suoni e stati d’animo nella musicoterapia

Da tempo, è noto come l’ascolto e l’esecuzione di suoni e melodie possano agire sugli stati d’animo e sulle emozioni di un individuo, in virtù delle loro proprietà rilassanti e stimolanti. Più recentemente si è acceso un vero e proprio interesse scientifico sul tema, focalizzato sulla possibilità di sfruttare tale pratica come terapia complementare, in varie condizioni patologiche della persona.


La musicoterapia può infatti migliorare la salute dei pazienti su diversi livelli, facilitando il raggiungimento di obiettivi di trattamento prestabiliti. L’esperienza musicale può influenzare numerosi ambiti, come le funzioni cognitive, le capacità motorie, lo sviluppo emozionale, le abilità sociali e la qualità della vita stessa.


La musicoterapia può anche essere applicata a diverse fasi della vita, più o meno delicate, partendo dall’insegnamento scolastico, sino alla terapia in reparti di medicina oncologica e geriatrica e nel periodo della gravidanza. A seconda del caso specifico, le modalità di approccio di questa disciplina sono diverse e possono prevedere l’ascolto di brani, l’esecuzione con strumenti, la libera improvvisazione, il canto, la danza o il movimento.

LEGGI ANCHE: Armocromia: le stagioni sulla nostra pelle

Il ruolo della musica in medicina

Sin dai tempi antichi, il rapporto musica-corpo è stato oggetto di studio ed interesse da parte della medicina, cercando di approfondire le potenzialità curative dell’ascolto e della produzione di melodie associate al movimento stesso.

Grazie ai progressi della medicina moderna, negli anni sono stati confermati i numerosi effetti benefici della musica, sia sulle funzioni cognitive che fisiologiche dell’uomo. Uno degli obiettivi di queste indagini era proprio quello di indicare quali malattie o patologie potessero trarre giovamento dall’esperienza musicale. Oggi, è noto che la musica può essere associata con successo alle terapie psichiatriche dove l’ascolto e il canto possono ridurre i sintomi della schizofrenia, controllare gli stati di agitazione e dolore, aiutare i disturbi dello spettro autistico, migliorare le abilità nell’interazione sociale e verbale per evitare condizioni di isolamento, o ancora come aiuto per la memoria negli anziani e affetti da alzheimer.

Insomma, in molti casi la presenza della musica e di tecniche ad essa associate possono migliorare la qualità di vita dei pazienti e dei loro familiari, permettendo di esprimere e comunicare emozioni, sentimenti e stati d’animo attraverso il linguaggio non-verbale.

Chi è il musicoterapeuta

Ad ogni terapia che si rispetti, si associa un esperto che sappia trattare al meglio casi e patologie specifiche. La musicoterapia viene così realizzata con il contributo di un musicoterapeuta qualificato, dotato di competenze mediche e musicali allo stesso tempo, che si rivolge ad un singolo utente o ad un gruppo di persone, programmando interventi utili a sviluppare o mantenere capacità cognitive, emozionali, sociali o fisiche.

Le modalità di approccio del musicoterapeuta si dividono fondamentalmente in due tipologie:

– Musicoterapia attiva, che prevede l’utilizzo di uno strumento anche da parte del “paziente” stesso. Il rapporto specialista-paziente avviene così attraverso la produzione diretta di suoni utilizzando la voce, gli strumenti musicali o dei semplici oggetti di percussione.

Musicoterapia recettiva, che si basa principalmente sull’attività di ascolto di brani musicali o suoni. Il paziente potrà allora collegare al suono una specifica attività di percezione, immaginazione e elaborazione di informazioni più o meno mnemoniche.

Quale musica ascoltare

Applicata in medicina, la musica può quindi essere d’aiuto anche nella vita quotidiana di ognuno di noi, solo conoscendone dei semplici meccanismi e pratiche utili. Se la musica classica o dei suoni della natura apporta al corpo sensazione di relax e benessere psico-fisico, quindi da ascoltare in un particolare momento di ansia o prima di addormentarsi; ecco che i consigli degli esperti cambiano in base alla situazione affrontata. Suoni come il fruscio del vento, il canto degli uccelli o il gorgoglio di un ruscello infatti, garantiscono uno stato di quiete fisica e psichica, permettendo il rilassamento e la meditazione.

Nei momenti di depressione, sconforto o semplice tristezza invece, la musica da prediligere sarà quella felice o grintosa, per non peggiorare ulteriormente lo stato d’animo negativo, ma rasserenare l’animo. O ancora quando ci si trova in una situazione in cui si deve dare il meglio di sé, come durante una pratica sportiva, sarà indicata una musica a forte carica, così da infondere energia e positive vibes.

Studi dimostrano come diffondere musica per tutta la casa infatti, sia una delle soluzioni di benessere più efficaci e naturali infatti, sia come anti-depressivo che come carica vitale singola e collettiva. Le ricerche si sono focalizzate soprattutto sulla neurochimica della musica. Essendo l’individuo chimica, sia nel corpo che nella psiche, la musica riesce, attraverso specifiche vibrazioni, a modificare alcuni squilibri del sistema, agendo così sulla psicofisica.

Usata dunque come antistress, per rinforzare il sistema immunitario, migliorare le relazioni sociali o comprendere le proprie emozioni, ecco che la musica non è più un semplice strumento di divertimento, ma un vero e proprio metodo curativo. E tu, quale musica preferisci?  

Altri articoli di Fabiola Cantaluppi
Percorso Kneipp: le proprietà curative dell’acqua
Il giusto trattamento termale per la salute delle tue gambe Ne avrete...
Scopri di più
Join the Conversation

1 Comments

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *